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05/04/2014

Mobilitazi​one LIBERI DA OGM il 5 aprile a Perugia - Mercato Pian di Massiano

 #ItaliaNOogm
M
obilitazione nazionale


La Task Force Liberi da OGM riunisce 39 associazioni, 
in prima fila per sensibilizzare l’opinione pubblica
e le forze politiche.

A Perugia presidio al Mercato del sabato
di Pian di Massiano, dalle 10 in poi.

Tutti in piazza il 5 aprile lungo la Penisola, per informare i cittadini su conseguenze e i rischi delle coltivazioni OGM sulle produzioni agricole e il cibo made in Italy.

La battaglia è di quelle epocali. La visione che vincerà affermerà, nel nostro Paese, il modello da seguire per produrre e consumare cibo. Una visione che porterà con sé conseguenze non solo sulla nostra alimentazione ma sulla nostra economia, sul diritto dei cittadini di scegliere il proprio cibo e su quello degli agricoltori di coltivare liberamente. Insomma, sui principi base della democrazia alimentare.

Parliamo di OGM e del rischio concreto del loro affermarsi a tutti gli effetti in Italia. Il 9 aprile, infatti, il Tar si pronuncerà sul ricorso presentato da un agricoltore friulano contro il decreto interministeriale che proibisce la semina di mais MON810. Se il ricorso fosse accolto, si rischierebbe di aprire la strada a semine incontrollate di colture geneticamente modificate. Tutto il comparto agricolo e in particolar modo il biologico ne risulterebbe gravemente compromesso.

Un serio pericolo sia per il nostro Made in Italy, sia per la produzione biologica che verrebbe messa completamente fuorigioco.

Il primo passo per difendersi da questo pericolo è stata la deposizione di un ricorso ad opponendum presentato da AIAB, Coldiretti, Federbio, Greenpeace, Legambiente e Slow Food, insieme con i dicasteri dell’Agricoltura, dell’Ambiente e della Sanità. Le 6 associazioni fanno parte della Task Force Liberi da OGM, che riunisce 38 associazioni in rappresentanza di milioni di cittadini e che è in prima fila proprio in queste settimane per sensibilizzare l’opinione pubblica e le forze politiche.

Tutto questo, anche in vista del prossimo Expo mondiale dedicato, appunto, ai temi della nutrizione. «Un evento al quale il nostro paese deve presentarsi come leader di un nuovo modello di agricoltura e alimentazione, fondato sulla biodiversità, sulla sostenibilità, sulla giustizia sociale, sulla qualità: valori che non possono convivere con l'agricoltura OGM» dichiara il presidente di Aiab Vincenzo Vizioli.

“Poi, il 5 aprile incontriamoci tutti nelle piazze e nei mercati  e inondiamo la rete per far capire chiaramente al governo che vogliamo un’Italia libera da ogm, la tutela dei nostri prodotti di qualità, dei semi autoctoni e della biodiversità – concludono le associazioni della task force  Liberi da OGM dell'Umbria – Vi invitiamo tutti a  postare #italiaNOogm sui social network, Facebook, Twitter e Instagram insieme alle immagini dei nostri piatti preferiti, delle ricette tipiche, dei prodotti che amiamo, perché ognuno di noi ha il diritto di scegliere che cosa mettere nel piatto e un’agricoltura sostenibile, libera da ogm”.

Nel frattempo, la Task Force “Per un’Italia libera da OGM”, ha lanciato un appello al Presidente del Consiglio Matteo Renzi e al governo perché emani con effetto immediato un decreto contro le semine OGM e, a partire dal semestre italiano, si impegni in sede europea a elaborare finalmente una chiara iniziativa per impedire coltivazioni geneticamente modificate nel continente, un’area del pianeta preservata finora dalla pressione dei cittadini  e dalla mobilitazione delle associazioni agricole, del biologico, ambientaliste e consumeriste. 

Per chiedere l’impegno dell’esecutivo e ribadire gli effetti di un far west OGM sull’agricoltura, la biodiversità naturale e l’economia la Task force ha organizzato ieri, mercoledì 2 aprile, all’Agorà di Expo Milano 2015 del Castello Sforzesco l’incontro “Verso Expo 2015: Nutrire il pianeta senza OGM”, cui hanno partecipato il coordinatore della Task Force “Per un’Italia libera da OGM” Stefano Masini; Manuela Giovannetti del Dipartimento di Scienze agrarie dell’Università di Pisa; Simone Vieri, del Dipartimento di Management dell’Università Sapienza di Roma; Wes Shoemyer, un agricoltore statunitense in lotta contro le multinazionali OGM. In chiusura dell’incontro, c’è stata una conversazione con Giulia Maria Mozzoni Crespi, presidente del FAI, Fondo Ambiente Italiano. 

A indicare come la strada delle coltivazioni transgeniche sia una scelta senza ritorno per l’agricoltura, è proprio la testimonianza che proviene dai Paesi che hanno scelto l’agricoltura OGM. Negli Stati Uniti, dove il 73 per cento dei semi è stato geneticamente modificato per tollerare gli erbicidi, gli agricoltori non riescono ad uscire dal circolo vizioso in cui sono finiti. Chi ha acquistato sementi brevettate deve per contratto continuare a farlo per un periodo determinato. Così, negli USA, la Monsanto ha già fatto causa a numerosi agricoltori per violazione contrattuale. Inoltre, ha testimoniato nel convegno Wes Shoemyer, il problema non consiste solo nell'impossibilità per gli agricoltori di conservare i semi e riseminarli l’anno successivo, ma anche nei costi sempre crescenti delle sementi OGM e, come già accade in alcune zone, nella mancanza di disponibilità di varietà non modificate. “Lo stesso Dipartimento di Stato USA - ha detto Shoemyer -  ha verificato un impatto negativo sui redditi degli agricoltori che hanno seminato mais GM: soltanto le grandi multinazionali che registrano brevetti di sementi modificate ottengono un notevole profitto economico.  

In Italia - hanno sottolineato i partecipanti all’incontro - abbiamo ancora la possibilità di scegliere e di fermare l’agricoltura geneticamente modificata ma è necessaria una forte sensibilizzazione dell’opinione pubblica e delle istituzioni per contrastare l’avanzata di un modello agricolo che potrebbe mettere in serio pericolo uno dei nostri settori più redditizi sia sul mercato interno sia nel panorama delle esportazioni. Le aziende agricole italiane hanno una superficie media di 8 ettari. Con queste superfici un'azienda che si basa su monocoltura di mais impoverisce il suolo, riduce al minimo il lavoro e non riesce comunque a dare reddito all'agricoltore. Un'azienda biologica e diversificata che produce prodotti di qualità e vende a filiera corta fa invece un servizio per il territorio: può dare più lavoro, più ambiente e più reddito agli agricoltori. E lo stesso accade a chi – come buona parte del mondo agricolo nazionale – sceglie di puntare sulla qualità e sulla tipicità.

Tutte le attività previste per il 5 aprile sul territorio nazionale saranno cruciali nella diffusione di queste informazioni, con tutti i mezzi e le forze che le associazioni coinvolte possono mettere in campo.
Le città e i luoghi individuati sono già tanti, ma naturalmente  ogni nuova proposta sarà la benvenuta!

I presidi principali saranno a Milano (presso Eataly e al Mercato della terra alla Fabbrica del Vapore),  Torino (presso il Mercato di Porta Palazzo), Bologna (il 3 aprile presso Coop Adriatica, Mercato di Mezzo e il 5 aprile al Mercato della Terra di Piazzetta Pasolini), Padova  (presso Piazzetta Garzeria),  Firenze (presso Eataly), Perugia (Mercato settimanale di Pian di Massiano il 5 aprile e Mercato biologico di Piazza Piccinino il 6 aprile): qui le 39 associazioni distribuiranno materiale informativo e incontreranno i cittadini per rispondere alle domande e ai dubbi sull’agricoltura transgenica. E poi saranno attive molte province del Veneto, del Friuli Venezia Giulia, e ancora Udine, Codroipo, Ancona, Grosseto, Imola, Budrio, Castenaso e Medicina, Monterotondo in provincia di Roma, Rieti, Succivo, Battipaglia, Eboli, Pontecagnano nella provincia di Salerno,  e infine Reggio Calabria, Palermo, Bagheria e Modica.

A questo link è possibile scaricare il volantino per i presidi del 5 Aprile:

https://dl.dropboxusercontent.com/u/62926846/OGM_A5xstampa.pdf

Segui su Twitter: #ItaliaNoOGM

La Task Force per un’Italia libera da OGM è composta da:

Acli • Adoc • Adiconsum • Adusbef • Aiab • Amica • Associazione per l’Agricoltura Biodinamica •  Assoconsum • As. Se. Me. • Campagna Amica • Cia • Città del Vino • Cna Alimentare • Codacons • Coldiretti • Crocevia • Fai • Federconsumatori • Federparchi • Firab • Focsiv • Fondazione Univerde • Greenaccord • Greenpeace • Isde • Lega Pesca • Legacoop Agroalimentare • Legambiente • Lipu • Movimento dei consumatori • Movimento difesa del cittadino • Slow Food Italia • Symbola • Uecoop • Una.api • Unci • Upbio •  Vas • Wwf

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