Sono stati presentati questa mattina, in una conferenza stampa svoltasi a Palazzo Donini, i risultati del progetto “Azione agroclimatica” della Comunità Montana Trasimeno-Medio Tevere, finalizzato a diminuire le emissioni di CO2 nelle aziende agricole del territorio.
All'incontro sono intervenuti, tra gli altri, oltre a Louis Montagnoli, dirigente dell'Ente montano e referente del progetto, Giovanni Carmignani, esperto di audit energetici del progetto Life, Vincenzo Vizioli, presidente dell'Aiab (Associazione italiana per l'agricoltura biologica), e l'assessore alle Politiche agricole della Regione dell'Umbria, Fernanda Cecchini.
Il progetto della Comunità Montana, ha spiegato Montagnoli, è stato selezionato e finanziato dalla Commissione Europea nell'ambito del programma Life Ambiente, ed è stato realizzato dall'Ente, tra il dicembre 2010 e il dicembre 2013, insieme con numerosi partner europei.
Nella realizzazione del progetto, ha spiegato Carmignani, si è adottata una metodologia di calcolo comune dell’energia consumata e delle emissioni di gas serra in 120 aziende dei quattro Paesi agricoli più importanti a livello europeo (Francia, Germania, Italia, Spagna). Le 24 imprese umbre che hanno aderito al progetto sono state sottoposte ad un'analisi di numerosi parametri (come i consumi di carburante per la trazione, quelli di energia elettrica e di combustibili per il riscaldamento, l’utilizzo di fertilizzanti, l'impiego di antiparassitari, l'uso di particolari mezzi per le pratiche agricole e molti altri), per avere una fotografia dei consumi energetici e della produzione equivalente di CO2 di ogni azienda.
Sulla base di queste analisi sono stati poi predisposti Piani d'azione specifici con interventi mirati (dalla manutenzione dei mezzi agricoli all’installazione di impianti di produzione di energia rinnovabile, dal semplice inerbimento di vigne e oliveti all'introduzione di colture leguminose, dall’adozione di pratiche agricole meno impattanti, come la semina diretta e l’aratura di superficie, all'ottimizzazione dell'uso di fitofarmaci) per migliorare le prestazioni energetiche e diminuire le emissioni di gas serra.
Incoraggianti i risultati: le aziende umbre coinvolte nel progetto sono riuscite a diminuire mediamente del 24% la produzione di gas serra e ad abbassare del 14% i propri consumi energetici, con benefici economici immediati. Alcune aziende si sono inoltre dimostrate estremamente virtuose, soprattutto quelle biologiche, con picchi riduzione del 65% per la CO2 e del 53% per l’energia.
Il presidente dell'Aiab Vizioli ha auspicato che questi dati costituiscano la base per un miglioramento delle politiche agricole a qualsiasi livello.
L'assessore regionale Fernanda Cecchini ha riconosciuto “valore strategico” al progetto che “deve essere un punto di riferimento”, ma ha aggiunto che “la PAC non si decide in Regione” e che a livello regionale “si può solo fare in modo che il capitale di saperi accumulato sia alla base della prossima programmazione”. Sempre l'assessore Cecchini ha annunciato un accordo che garantirà 100 milioni di fondi in più per il Piano di Sviluppo Rurale. Relativamente all'iniziativa della Comunità Montana ha auspicato poi un incontro sul tema del risparmio energetico e della riduzione delle emissioni di gas serra con le organizzazioni agricole. Infine Fernanda Cecchini ha sottolineato come il progetto “Azione agroclimatica” dimostri che anche nelle Comunità Montane, Enti attualmente in liquidazione, c'è un importante “patrimonio, oltre che di persone, di saperi e di esperienze”.
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